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Mauritius

 

Mauritius

Superficie 1.860 Kmq
Capitale Port Louis
Principali città Beau-Bassin-Rose Hill, Vacoas-Phoenix, Curepipe, Quatre Bornes
Nome Ufficiale Repubblica di Mauritius
Forma di Governo Repubblica parlamentare
Capo dello Stato Ameenah Gurib-Fakim
Sistema Legislativo Unicamerale, l’Assemblea Nazionale comprende 62 seggi (5 anni)
Popolazione 1.300.000 abitanti
Gruppi etnici Indo-Mauriziani 68%, Creoli 27%, Sino-Mauriziani 3%, Franco-Mauriziani 2%.
Religioni Hindu 48%, Cristiani 32,2% (Cattolici 23,6%, Altri 8,6%), Musulmani 16,6%, altri 3.1%
Lingue Inglese (ufficiale), Francese (ufficiale), Creolo, Hindi, Urdu, Hakka, Bhojpuri.

 

Mauritius è una repubblica parlamentare, indipendente dal 1968. Il Parlamento unicamerale elegge il Presidente della Repubblica (mandato quinquennale) che nomina il Primo Ministro. A seguito delle elezioni del luglio 2012 era stato eletto Presidente Rajkeswur Kailash Purryag.

Nel mese di ottobre 2014 Purryag aveva approvato lo scioglimento anticipato del Parlamento nazionale a fronte di una decisione politica presa dai leader dei due maggiori partiti dell'isola: il Partito dei Lavoratori (PL) del Primo Ministro Navinchandra Ramgoolam ed il Movimento Militante di Mauritius (MMM), principale forza di opposizione guidata da Paul Berenger. Alla base della conclusione anticipata della legislatura vi sarebbe stato il radicale mutamento dei rapporti tra i due partiti: da principali antagonisti ad alleati alle successive elezioni politiche, poi svoltesi il 10 dicembre 2014.

Tuttavia la coalizione PL-MMM e’ stata inaspettatamente sconfitta dalla Alliance Lepep (Alleanza del Popolo), guidata da Anerood Jugnauth (in passato varie volte Primo Ministro). Su un totale di 62 seggi, l’Alleanza ne ha ottenuti 47 contro i 13 degli avversari. Altri due sono stati ottenuti da un partito minore (OPR – Organizzazione del Popolo di Rodriguez). Jugnauth e’ stato nominato Primo Ministro.

A seguito della sconfitta elettorale, nel mese di maggio 2015 Purryag si è dimesso e al suo posto e’ stata eletta Presidente Ameenah Gurib-Fakim (prima donna a ricoprire tale carica), espressione del nuovo governo.

A livello di politica interna il Paese e’ stabile e beneficia di buone relazioni a livello internazionale. L’Europa e’ la prima fonte d’investimenti, turismo e relazioni commerciali con l’isola.

Mauritius è membro della SADC, Organizzazione intergovernativa che comprende 15 Paesi dell’Africa meridionale. Nel quadro della SADC, nel 2000 venne firmato un Accordo per la creazione di un’area di libero scambio tra Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia e Swaziland (già membri della SACU), cui si sono aggiunti in seguito Mauritius, Zimbabwe e Madagascar. Nel 2008 hanno aderito anche Malawi, Mozambico, Tanzania e Zambia, portando il totale dei membri dell’Accordo a 12. L’Angola, la Repubblica Democratica del Congo e le Seychelles non hanno ancora aderito.

Economia

Mauritius rappresenta una delle economie più solide del continente grazie soprattutto ad una coerente strategia di sviluppo, fondata su una bassa pressione fiscale e un’incisiva politica di attrazione degli investimenti, e ad un’efficace e trasparente gestione economica governativa. A partire dall’indipendenza del 1968, il Paese si è trasformato da un’economia povera basata sull’agricoltura, ad un’economia diversificata a medio reddito, dove particolare importanza rivestono i settori industriale, turistico e finanziario, assieme allo sviluppo delle esportazioni.

Il nuovo governo intende intensificare gli sforzi per sviluppare settori nuovi di attività, quali ad esempio l'economia legata all'oceano e all'utilizzo delle aree portuali, e per consolidare allo stesso tempo i settori tradizionali (tessili e turismo), con l’obiettivo di creare complessivamente 15.000 nuovi posti di lavoro. E’ inoltre prevista la creazione di una banca ad hoc per sostenere appositamente le piccole e medie imprese.

In tema di infrastrutture il Paese necessita di interventi per migliorare gli aeroporti, da adeguare alle esigenze del consistente numero di turisti, e il già sviluppato settore dell’ICT, in modo da ridurre gli elevati costi delle comunicazioni.

Grande importanza viene attribuita dalle Autorità mauriziane allo sviluppo del settore della green economy. A questo riguardo si segnala in particolare il progetto ‘Maurice ile durable’, che assegna particolare importanza alle fonti di energia rinnovabili quali biomasse, solare ed eolica.

Rapporti bilaterali

L’Italia intrattiene ottimi rapporti con Mauritius. Nel Paese sono presenti circa 15 imprese miste italo-mauriziane, operanti prevalentemente nei settori turistico, tessile e alimentare. I connazionali residenti sono circa 520, imprenditori attivi nei settori turistico, manifatturiero e dei servizi (real estate e consulenza). Tra le principali aziende si segnalano Valtour, Fimtex e Denim de l’Ile, società che impiega oltre 2.000 dipendenti.

I flussi turistici verso Mauritius sono stabili: la presenza italiana comprende circa 80.000 turisti l’anno, grazie anche a buoni collegamenti diretti aerei e marittimi. La compagnie Costa e MSC organizzano crociere che fanno scalo nel Paese. Voli turistici stagionali da Milano a Port Louis vengono effettuati settimanalmente dalle compagnie Neos/Alpitour e Meridiana (quest’ultima anche da Roma).

Le già eccellenti relazioni bilaterali sono state ulteriormente rafforzate dalla Dichiarazione Congiunta in tema di Migrazione Circolare siglata a Roma nel settembre 2012, che ha instaurato un rapporto di cooperazione finalizzato a favorire lo scambio di conoscenze e percorsi di tirocinio, formazione e lavoro qualificato temporaneo nei settori dell’agricoltura, del turismo e della pesca.

Grazie alla legge di stabilità 2015, che prende in esame anche i paradisi fiscali, Mauritius e’ stata rimossa dalle black list relative a “indeducibilità dei costi” e “controlled foreign companies” (mentre risulta ancora tra i Paesi indicati nella “lista persone fisiche” e nella “black list iva”).

Sul fronte degli scambi commerciali a partire dal 2007 l’Italia ha fatto registrare deficit commerciali crescenti nei confronti della Repubblica di Mauritius, passando da 8,9 a 78 milioni di Euro nel 2014: 72 milioni di esportazioni (-6,5% rispetto al 2013) a fronte di 150 milioni di importazioni (-27,8% rispetto al 2013). Riguardo ai beni di consumo, esistono spazi per una più incisiva penetrazione commerciale italiana, grazie alla progressiva crescita del potere d’acquisto della popolazione, ma anche all’incremento dei flussi turistici.

Il Paese potrebbe presentare opportunità nei seguenti settori: pesca ed acquacoltura, tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni, delocalizzazione di servizi alle imprese, turismo, sviluppo immobiliare, logistica e distribuzione, filiera tessile e dell’abbigliamento (compreso il fashion design), energie rinnovabili, produzione di etanolo, industria oceanica, sanità, istruzione e formazione professionale.


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