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Madagascar

 

Madagascar

POLITICA INTERNA

A seguito del colpo di Stato organizzato nel 2009 dall’allora Sindaco di Antananarivo, Andry Rajoleina, e che costrinse il Presidente Ravalomanana all’esilio in Sud Africa, SADC e Unione Africana sospesero il Madagascar dalle rispettive Organizzazioni mentre i principali partner internazionali, non riconoscendo il nuovo Governo, interruppero ogni forma di cooperazione economica e politica. Nei mesi successivi, l’ex Presidente mozambicano Chissano, in qualità di mediatore per il SADC, portò avanti diversi tentativi di conciliazione tra le forze politiche malgasce, senza però arrivare ad una soluzione condivisa. Gli accordi firmati a Maputo e ad Addis Abeba alla fine del 2009 furono denunciati dal Governo di transizione, che annunciò unilateralmente l’intenzione di indire nuove elezioni entro il 2010 ed un referendum per l’approvazione di una nuova Costituzione. A seguito della drastica riduzione degli aiuti allo sviluppo da parte della comunita’ internazionale e della conseguente crisi economica, la situazione interna divenne sempre più instabile (un fallito colpo di Stato si verificò in occasione del referendum costituzionale nel novembre 2010) e nel 2011 ripresero i negoziati sotto l’egida del SADC, guidati dal Vice Ministro degli Esteri sudafricano Marius Fransman. Nel novembre dello stesso anno il Presidente Rajoleina e i partiti di opposizione siglarono così un “Feuille de route” che prevedeva nuove elezioni entro un anno ed un governo di unità nazionale. Solo nell’agosto 2013 vennero tuttavia fissate le date delle nuove consultazioni elettorali: 25 ottobre 2013 per il primo turno delle presidenziali e 20 dicembre per le elezioni parlamentari e per l’eventuale secondo turno delle presidenziali. L’elezione di Hery Rajaonarimampianina al vertice dello Stato e la nomina del nuovo Governo, riconosciuto ormai da gran parte dei Paesi della comunità internazionale, hanno aperto la strada ad una normalizzazione delle relazioni diplomatiche. Il Madagascar è stato così riammesso tra i membri dell’Unione Africana e delle principali Istituzioni finanziarie internazionali. Nel marzo 2014, l’Unione Europea ed altre Organizzazioni Internazionali hanno annunciato la ripresa delle relazioni con il Paese e la rimozione delle sanzioni a suo carico.

ECONOMIA

Il Madagascar è uno dei Paesi più poveri al mondo, in cui il 50% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Occupa il 155° posto su 187 nella graduatoria dell’UNDP Human Development Report 2014 e il 130° posto su 144 secondo il rapporto del World Economic Forum “Global Competitiveness Report 2014-2015”. Il reddito pro capite si e’ attestato sui 1.400 US$ nel 2014. Il Paese, classificato come “Low Income Country” dalle istituzioni finanziarie internazionali, ha attraversato un periodo di forte crisi economica e finanziaria, dopo il colpo di Stato del 2009 che comportò l’interruzione di buona parte dei flussi commerciali e degli aiuti internazionali al Paese. Gli effetti della crisi politica, sommati alla negativa congiuntura economica internazionale, hanno causato nel 2009 una contrazione del 3,7% del PIL. A partire dal 2010, il reddito nazionale ha registrato una debole crescita, consolidatasi nel 2012 (1,9%), nel 2013 (2,6%) e nel 2014 (+3%) mentre le previsioni per il 2015 indicano un incremento del 4%. A causa della crisi e dell’interruzione degli aiuti da parte dei donatori, circa metà della popolazione non ha accesso sicuro al cibo. Allarmante è soprattutto il tasso di malnutrizione infantile (più del 50%), tra i più alti del mondo. La sospensione degli investimenti governativi in progetti di pubblica utilità, come la costruzione di strade, ha peraltro avuto ripercussioni drammatiche sull’occupazione nel settore delle costruzioni. Anche l’attività nel settore privato ha subito un forte ridimensionamento. Il settore del turismo è stato duramente colpito, con un fortissimo calo di presenze nelle strutture alberghiere. Le industrie tessili hanno visto ridursi notevolmente gli ordini, per l’intensificazione della concorrenza cinese, per la netta contrazione della domanda dall’estero e per la sospensione nel 2009 dei benefici dell’Africa Growth and Opportunity Act (AGOA) sul mercato statunitense, verso il quale si dirigeva un’ampia quota delle esportazioni di settore. L’attività mineraria è invece proseguita senza particolari criticità, continuando a trainare la crescita grazie soprattutto alle attività di estrazione di ilmenite e cobalto-nickel. La relativa industria è ancora tra i pochi settori a suscitare l’interesse delle compagnie straniere e sta assumendo sempre più rilievo nell’economia del Madagascar: numerose compagnie canadesi, australiane, inglesi, statunitensi e cinesi hanno infatti intrapreso operazioni di ricerca, attratte da un potenziale di risorse non ancora sfruttate. L’agricoltura rappresenta la principale attività economica del Paese, contribuisce per il 28,1% alla formazione del PIL ed impiega circa l’80% della popolazione malgascia. Oltre all’agricoltura di sussistenza, in particolare riso, le colture principali sono vaniglia, caffè, cotone, fagioli, arachidi, banane e zucchero, destinate principalmente all’esportazione. La crescita del settore agricolo è ostacolata dallo scarso sviluppo degli impianti d’irrigazione e dalla mancanza di collegamenti viari, oltre che dalle carenze del sistema di diritto della proprietà fondiaria e dallo scarso accesso al credito. Le attività manifatturiere rappresentano il 17,4% del PIL (dati 2014) e si concentrano essenzialmente nei dintorni della capitale Antananarivo. I settori di produzione sono: prodotti alimentari e bevande, prodotti chimici, raffinazione petrolifera, produzione di energia idroelettrica, industrie estrattive e di assemblaggio autoveicoli, tabacco, prodotti tessili, cuoio, carta e cemento. Il terziario rappresenta più della metà del PIL (54,5% nel 2014). I suoi comparti più dinamici sono turismo, trasporti, distribuzione commerciale al dettaglio o all’ingrosso e servizi finanziari. Le autorità di governo si stanno adoperando per dare impulso al settore turistico con l’adozione di un Tourism Master Plan, che punta all’attrazione di investimenti esteri. L’agenda economica del nuovo Governo prevede il rilancio dei settori portanti dell’economia, attraverso la spesa pubblica e gli investimenti esteri, destinati a sostenere in particolare turismo, settore minerario, agricoltura e industria tessile, oltre a sanità, istruzione, infrastrutture, telecomunicazioni, grazie anche al rientro delle istituzioni finanziarie internazionali (FMI e Banca Mondiale). In tema di politica monetaria, negli ultimi anni le Autorità malgasce sono riuscite a ridurre drasticamente l’inflazione rispetto ai picchi registrati negli anni ‘90 (da segnalare il +49% registrato nel 1995). L’indice dei prezzi al consumo si e’ attestato sul 7% nel 2013 e sul 6,1% nel 2014. La riduzione della produzione agricola nel 2013, causata principalmente dall’invasione di locuste e da diversi cicloni che hanno colpito l’isola, ha provocato una pressione al rialzo sui prezzi dei generi alimentari nella prima parte del 2014 (+ 12% rispetto all’anno precedente). Nel 2013 il deficit fiscale 2013 si è attestato sul 2,3% del PIL, mentre per il biennio 2014-15 e’ stimato all’1,9%.

RAPPORTI BILATERALI

Le nostre relazioni con il Madagascar, che già avevano subito una battuta d’arresto a seguito della chiusura della nostra Ambasciata ad Antananarivo nel 2000, sono state fino ad oggi fortemente condizionate dalla situazione di incertezza politica, seguita agli eventi del marzo 2009. La posizione dell’Italia ha rispecchiato essenzialmente quella della Comunità Internazionale e, in particolare, di Unione Africana, SADC e Unione Europea, che, non riconoscendo la Haute Autorité de Transition (HAT) quale Governo legittimo del Paese, si sono sempre dichiarate a favore del ritorno alla legalità costituzionale. Dopo che l'Unione Europea ha espresso il suo sostegno alle nuove istituzioni malgasce, risultato di credibili elezioni presidenziali e parlamentari, attraverso la dichiarazione congiunta del 18 aprile 2014 della VP/AR Ashton e del Commissario allo Sviluppo Piebalgs, il 6 novembre 2014 l’Ambasciatore Vincenzo Schioppa Narrante ha presentato le lettere credenziali al Presidente Rajaonarimampianina, ristabilendo le relazioni diplomatiche tra Italia e Madagascar. Dopo anni di assenza di rapporti bilaterali, il nostro Paese può ora contribuire ad aiutare il Madagascar a riprendere un cammino di crescita sostenibile e inclusiva nel rispetto dello Stato di diritto, dei principi democratici e dei diritti umani, anche a corollario della nostra costante azione di supporto alla popolazione. Basti ricordare, al riguardo, la sosta a Nosy Be del 30° Gruppo Navale della Marina Militare, guidato dalla portaerei Cavour, impegnato nella Campagna “il sistema Paese in movimento” (novembre 2013 - aprile 2014). La sosta, avvenuta nel gennaio 2014 al largo della baia di Antsiranana, e’ stata molto apprezzata a livello locale grazie soprattutto alle attività umanitarie portate avanti dalle ONG presenti a bordo (Operation Smile e Fondazione Rava). A stretto giro (fine febbraio) è seguita la sosta del cacciatorpediniere "Mimbelli", che ha rappresentato un’ulteriore occasione di cooperazione bilaterale e di testimonianza del nostro aiuto alla popolazione malgascia. Nel corso della visita sono stati effettuati controlli medici sui bambini già operati sulla Cavour ed e’ stato ristrutturato un orfanotrofio ad Antsiranana. Nel settembre 2014, il Madagascar ha confermato la propria partecipazione ad Expo Milano 2015, nominando un Commissario Generale ed un responsabile per l’Expo presso il Ministero degli Affari Esteri malgascio.

Riguardo alle relazioni commerciali, l’interscambio – piuttosto limitato – si è attestato sui 60 milioni di Euro nel 2014 (+5% rispetto al 2013), con un saldo negativo per l’Italia di 1,8 milioni di Euro (29 milioni di euro di esportazioni contro 30,8 milioni di euro di importazioni). L’Italia esporta soprattutto filati tessili, macchinari per l’industria alimentare, apparecchi utensili non elettrici (e loro parti di ricambio), prodotti alimentari, mobili e tessuti; dal Madagascar importiamo soprattutto nichel, pesce e crostacei; articoli di abbigliamento, perle e pietre preziose; pietre, sabbia e ghiaia, materia grezza di origine vegetale e articoli da merceria.
Tra i settori che offrono interessanti opportunità d’impresa per le nostre aziende si segnalano:


• Agroindustria e produzione di carburanti da biomasse. La diversità di climi sull’isola permette di coltivare molte varietà di prodotti quali caffè, mais, vaniglia, girasole, cannella, leguminose, zenzero,cotone, tabacco, frutta. Tra le aziende italiane già presenti, la Tozzi Green (Gruppo Tozzi) coltiva, su una superficie di circa 3.500 Ha, mais, girasole e leguminose oltre a gestire un’attività di produzione di oli essenziali (geranio bourbon, elicriso, rosmarino e canfora); la Delta Petroli ha invece investito nella coltivazione della Jatropha oleifera - pianta dai cui semi si ricava un olio che può essere utilizzato come combustibile - su un’area di circa 20.000 ettari nel Nord Ovest del Madagascar.
• Pesca-acquacoltura
• Tessile
• Costruzioni (infrastrutture ed opere civili)
• Energia. Il Gruppo Tozzi è presente nel Paese con due società controllate: Hydelec Madagascar, che possiede due centrali idroelettriche (una a Sahanivotry, in funzione dall’ottobre 2008 con una potenza installata di 15 MWe e una produzione media annua di 90 GWh, e una Maroansetra, in funzione dal 2010 con una potenza installata di 2,4 MWe e una produzione media annua 6 GWh) e Mahitsy Hydro, titolare di una concessione per la costruzione e successiva gestione di un impianto idroelettrico da 18 MWe sul fiume Ikopa, nel comune di Mahitsy (a pieno regime l’impianto permetterà di produrre circa 92 GWh/anno).
• Minerario. E’ stato rilevato un forte interesse ad avviare forme di partnership nel settore della lavorazione del granito, con particolare riguardo all’uso del pavé sulle strade cittadine sterrate. L’expertise e il know-how italiano, unite alla disponibilità di manodopera locale a basso costo, potrebbero incentivare la collaborazione fra le nostre imprese e le aziende malgascie. La RED Graniti di Carrara e’ presente nel Paese nel settore dell’estrazione di pietre ornamentali con una cava di proprietà nella zona di Benonoka nel Sud Est del Paese (200 tonnellate di labradorite estratte ogni mese).
• Turismo.

In tema di accordi bilaterali, a causa della situazione politica sono stati sospesi i negoziati per la conclusione di trattati sulla navigazione aerea e sulla promozione e protezione degli investimenti. Nel 2005 l’Italia aveva firmato con il Madagascar un accordo bilaterale di cancellazione del debito malgascio nei confronti del nostro Paese, cui si aggiunge un’ulteriore quota decisa nell’ambito del Club di Parigi nel 2004 (nel complesso 190 milioni di euro).

Nel Paese si registrano 582 residenti iscritti all’AIRE. Di questi, 130 risiedono nell’area di Nosy Be, attivi prevalentemente nel settore turistico. Nella stessa località risiedono altre centinaia di italiani non registrati, in parte con impieghi saltuari nel settore turistico, e in parte semplici pensionati. Secondo l’Ambasciata francese ad Antananarivo sarebbero in totale circa 2000 i connazionali stabilmente presenti nel Paese. Si ritiene inoltre che l’area di Nosy Be riceva in media, ogni settimana, circa 400 turisti italiani (nel complesso più di 30.000 ogni anno in Madagascar). La compagnia di navigazione MSC, presente con numerosi uffici nel Paese, organizza crociere in partenza dal Sud Africa con scali nel Paese.


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